Germania, non farmi tornare in Nigeria

Efe è dovuto fuggire dalla Nigeria dopo che il suo compagno è morto in un’aggressione omofoba. Ora le autorità tedesche vogliono deportarlo.

La vecchia vita di Efe è finita quando lui e il fidanzato sono stati vittime di un’aggressione violenta. Il compagno è morto.

La polizia, anziché consegnare gli aggressori alla giustizia, ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti, perché in Nigeria essere gay è reato. A peggiorare il tutto, la famiglia del compagno ha cominciato a dargli la caccia per vendicarne la morte. 

Lui è fuggito, temendo per la sua vita. Dopo un lungo e orribile viaggio ha raggiunto la Germania, dove per la prima volta si è sentito al sicuro.

Ma l’incubo non è ancora finito: le autorità tedesche ora vogliono che Efe torni in Nigeria.

La Rete Rifugiati Queer di Lipsia (QRNL) collabora con il suo avvocato per convincerle a riconsiderare la decisione, ma loro sembrano non ascoltare.

Per favore, firma la petizione e aiutaci a diffondere la storia di Efe.

Questa campagna è organizzata in collaborazione con Rete Rifugiati Queer di Lipsia (QRNL) e RosaLinde Leipzig e. V.

(L'immagine non rappresenta Efe)

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All’Ufficio federale tedesco per le migrazioni e i rifiugiati

Efe rischia di essere deportato in Nigeria, dove l’omosessualità è illegale e su di lui pende un mandato d’arresto per il suo orientamento sessuale. Prima di andarsene, Efe aveva anche ricevuto minacce di morte.

Vi chiediamo di proteggerlo, di non deportarlo in Nigeria e di riconoscere i rischi a cui è esposta la popolazione LGBT+, in Nigeria come in altri Paesi, nelle vostre future decisioni sulle richieste di asilo.


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